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Presto la campagna di tesseramento!
domenica, 18 maggio 2008
Al volo...
Passo solo di corsa, appena tornato dal cinema.
Questo film è pura meraviglia:
Evviva i geni (Wes Anderson lo è, definitivamente), evviva il Cinema, evviva gli amici con i blog (non fosse stato per Giuseppe e Michela, probabilmente al cinema non ci sarei andato. Grazie!).
PS: il film in sala è anticipato da "Hotel Chevalier", un meraviglioso corto non doppiato, intrecciatissimo con il film che segue. Non restate troppo spiazzati. ;-)
Ho sempre avuto una strana compassione per personaggi come il Mago Silvan e Giucas Casella. Gente nata dentro una tv fatta per spettatori ancora ingenui. Lo spettatore degli anni '70 lo potevi irretire facilmente, era genuinamente credulone, non aveva ancora raggiunto il totale disincanto dopo anni ad assistere a programmi sempre più abietti.
Una volta quando arrivavano loro tutto si fermava. Silenzio. Luci e musica azzeccate facevano il loro gioco. La gente non si capacitava: quel dritto di un Silvan riusciva ad estrarre un asso di fiori da un mazzo composto unicamente da assi di fiori. Roba da non credere. Quell'altro con la sola forza del pensiero riusciva persino a incollare tra di loro le mani di migliaia di telespettatori che poi chiamavano la Rai per essere liberati. Tutti a bocca aperta, momenti di grande tensione e picchi negli ascolti.
Oggi a volte li invitano ancora nelle trasmissioni, il Mago Silvan e Giucas Casella. Loro sono uguali ad allora, fanno esattamente le stesse cose, ma senza musica e senza luci. Con il pubblico in studio alle loro spalle che si sbellica dalle risate. Si concentrano, sudano, ce la mettono tutta. Ripetono il loro numero con gli stessi gesti solenni, ma tutto attorno è una gara a chi li deride nel modo più sguaiato, additandoli, sbeffeggiandoli e scimmiottandone le movenze. In prima fila i presentatori attuali, che con un braccio danno pacche da amicone al freak di turno e con l'altro danno di gomito nell'aria ammiccando agli spettatori, promettendo grasse risate.
Sì, provo sempre una strana compassione nel vedere ogni volta queste scene, sempre identiche, ancor più dei numeri che i "maghi" in questione ripropongono immutati da decenni.
Vi starete chiedendo all'unisono: "ohibò, come mai scrive queste cose proprio adesso?".
Questa volta lo spunto è contenuto nel nuovo disco degli Afterhours. Ho ritrovato tutto questo, reso in maniera illuminante, nel pezzo "È dura essere Silvan".
Sono stanco di invecchiare
sostenere ciò che muore
e sorridere alla gente
con un parrucchino al cuore
È dura se sei Silvan
è dura essere Silvan
è dura se sei Silvan
è dura essere Silvan
Esser sempre divertente
se non è più divertente.
Ma ho perduto la magia
per sparire tra la gente
È dura se sei Silvan
è dura essere Silvan
è dura se sei Silvan
è dura essere Silvan
Perfetto, si tratta esattamente di questo.
Poi, per carità, è mille volte più dura essere un minatore, ma è un altro discorso.
Una sincera e leggera pacca sulla spalla al Mago Silvan, e uno stupito "Wow!" per il gioco dell'asso di fiori che si materializza nel suo taschino.
Ah, il disco, ai primi ascolti, rocckerrolla che è una meraviglia...
Dunque dunque, l'ottimo iosif mi ha coinvolto in una catena virtuale.
Copio e incollo qui il regola_mento (aggeggio indispensabile per chi ha un mento in qualche modo irregolare...):
indicare il link del blog di chi vi ha coinvolti;
inserire il regolamento del gioco sul blog;
citare sei cose che vi piace fare;
coinvolgere altre sei persone;
comunicare l’invito sul loro blog;
Là! Ecco le mie sei cose:
- Tornare a casa (non importa se dopo un’assenza di ore o di anni, "tornare a casa" è sempre una cosa carica di significati e sentimenti positivissimi);
- Vedere mio figlio appassionarsi alle cose che entusiasmavano me da bambino. La continuità ecco. Mi piace un certo tipo di continuità. Anche fare con mio figlio le cose che mio papà faceva con me;
- Le cose che ti fanno rivivere le emozioni di quando eri bambino. Tipo aprire i pacchetti delle figurine Panini (lo stesso odore di vent’anni fa…);
- Svegliarsi e renderti conto che ti sei sbagliato: la sveglia oggi non doveva suonare. Spegnerla, rigirarsi e riaddormentarsi;
- Ascoltare musica viaggiando in treno. E scoprire che lo stesso paesaggio cambia ogni volta, se cambi la colonna sonora.
*****
***
*
Ora, da regolamento, mi tocca coinvolgere altre 6 persone, ovvero:
(trovato casualmente su Splinder, è un blog nato da poco ed è buona cosa che venga coinvolto da pericolosi sconosciuti per una catena...).
PS: essendo codesto un blog "collettivo", invito altri membri e amici del Gruppo dell'Ape ad inviarmi sei cose che piace fare a loro, che incollerò in questo stesso post. Abbiamo diritto a 12, 18, 24, 30 cose... peccato non sfruttare questa grande oppurtunità.